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CRONACA DI UN'OCCASIONE PERDUTA

ovvero

Una serata con “noantri der Teatro”

 

Premessa


Come sono nati i Loungerie? In un pomeriggio estivo a Tremoleto, per caso, tre anni fa. Lì in quella casa di campagna abbiamo scritto il nostro primo pezzo (“Etichetta magica”, alias “Le more”) e abbiamo cominciato dopo pochi giorni a esibirci per strada. Nel frattempo abbiamo fatto prove quotidiane per scrivere altre canzoni e montare lo spettacolo che portiamo in giro adesso. Sono passati tre anni. Ma prima di quel momento, cos’avevano fatto i Loungerie? A parte Elenina, che ha anni di gavetta alle spalle come cantante, gli altri quattro erano già attori. Qualcuno da più di dieci anni. Hanno fatto spettacoli comici, drammatici, politici, in teatro, per strada, nei centri sociali…Insomma, non venivano proprio dal nulla. Avevano già un’idea di cosa fosse il teatro. E per teatro intendo lo stare su un palco, il montare e smontare le scenografie, il piazzare le luci, gi sguardi al pubblico, il ritmo delle parole e dei movimenti.

Per noi teatro equivale a fare teatro.

E poi c’è il Teatro. Cioè il luogo dove si dovrebbe fare teatro. Dove c’è gente che sa di teatro. Che decide del teatro. Che vive (qualcuno anche bene) di teatro. I Loungerie non ci vanno molto d’accordo.

Svolgimento

Questa lunga e un po’ boriosa premessa mi è parsa necessaria per descrivere il nostro sentire durante la serata di mercoledì scorso (circa 3 ore fa dal momento in cui scrivo) alla Limonaia di Castiglioncello. All’interno (ma dopo la mezzanotte, quindi all’esterno dell’interno; e fuori da un bar, quindi di nuovo più all’esterno che all’interno) all’interno, dicevo, della rassegna teatrale “Inequilibrio” organizzata da Armunia.

Che dire? Lo spettacolo è andato bene, la gente seduta ai tavolini è rimasta, si è divertita, altri si sono aggiunti mano a mano. Abbiamo avuto dei commenti lusinghieri da parte di gente del settore. Quei pochi che ci hanno visto. Gli altri, anche quelli che ci avevano ingaggiato per la rassegna e che dello spettacolo avevano visto in precedenza solo cinque minuti, erano alla cena vip sulla terrazza. Che per l’appunto si trovava proprio sopra il palco. C’era stata una prima abbastanza importante. Quindi, sotto noi a cantare, e sopra il gotha a magnare. Quelli del Teatro. Del Teatro Alternativo. Sperimentaaaaale!

Vabbè, a parte la presunta simbolica superiorità di chi sta in alto rispetto a chi sta in basso, non ci sarebbe niente di male, se non fosse…se non fosse… per quella strisciante aria di superiorità con cui ti trattano. Credendo di avere a che fare con dei giullari. Che è un po’ quello che facciamo sul palco. Sul palco, appunto. Per questo ho scritto la premessa lunga e un po’ boriosa di prima…Allora, prima di trattarci da giullari, guardate come lavoriamo sul palco, quanto sudiamo e ci scalmaniamo, quanto sosteniamo lo sguardo, e immaginate quante ore di prove facciamo a casa (proprio a casa, nella nostra mansarda, non pagati in un teatro sovvenzionato) affinché sul palco tutto risulti il più liscio e spontaneo possibile. Pensate a quanto seriamente prendiamo il discorso sulla comicità e sulla creazione di uno spettacolo “leggero”.

Volevo essere più ironico in questa mia cronaca, ma non ci sto riuscendo.

Volevo raccontare di come ci siamo ritrovati il pomeriggio stesso a cercare per conto nostro i microfoni panoramici per l’amplificazione, dopo che ci erano stati garantiti da un mese. Di come ci siamo pagati la cena in pizzeria perché non vogliamo elemosinare niente. Di come chi ti chiama a fare uno spettacolo non venga neanche a vederti per 5 minuti, perché sta mangiando con “noantri der Teatro”. Ma tutto questo sarebbe ancora accettabile purché chi si sente in diritto di usare due pesi e due misure a seconda di chi ha davanti, chi si sente in diritto di trattarti con la puzza sotto il naso, prima ci guardi come lavoriamo su un palco, e poi tragga le dovute conclusioni.
 
 
 
 
 
 
 
 
D: Ma quanti siete?
R: Cinque, perché?
D: Ma lo sapete che il teatro ormai si fa in due, in tre.cinque sono un'
infinità di persone.non ci sono soldi!

R: Infatti quando partiamo in treno per uno spettacolo facciamo il biglietto
FAMILY. Conviene.

D: Come vi siete incontrati?
R: Tre anni fa, in campagna, abbiamo inventato una canzone.
D: E poi?
R: E poi il giorno dopo un'altra, e un'altra ancora e alla fine ci siamo
trovati varie ore al giorno per scrivere canzoni.

D: Quindi siete dei cantanti?
R: Assolutamente no. A parte la nostra prima cantante siamo solo attori
intonati che inventano testi e melodie.

D: Ma il vostro spettacolo è un concerto?
R: Non esattamente. E' uno spettacolo cantato. Siamo 5 voci e una chitarra,
raccontiamo le nostre canzoni, le balliamo e vediamo di nascosto l'effetto
che fa.

D: Di solito che effetto fa?
R: Generalmente positivo, a volte straniante e c'è sempre qualche matto che
diventa nostro fan. E comunque noi, a fare lo spettacolo, ci divertiamo
molto.

D: Avete degli artisti o dei periodi di riferimento?
R: I varietà della RAI degli anni '60 e '70, quando le canzoni, gli sketch e
ogni singolo balletto venivano provati e riprovati; e poi l'eleganza del
Quartetto Cetra, la comicità dei Brutos e il cabaret surreale.

D: Chi è il più simpatico del gruppo?
R: Simpatico? Perché, esistono attori simpatici? Di solito il più simpatico
è la guest star della serata. Sempre che non sia un attore.

D: Cioè?
R: Lo spettacolo ha quasi sempre una guest star, cioè un ospite a sorpresa.
A volte lo chiamiamo noi, oppure si offre spontaneamente, prova con noi e
appare durante lo spettacolo.

D: E mercoledì prossimo alla Limonaia? Ci sarà una guest star?
R: Non si può sapere, è una sorpresa!
D: Ma se qualcuno volesse ascoltare i vostri pezzi?
R: Basta venire al concerto, oppure visitare il nostro blog
http://loungerie.blogsome.com e da lì scaricare alcuni dei nostri brani.

D: Progetti per il futuro?
R: Scusi?
D: Progetti per il futuro?
R: Scusi?
D: Progetti per il futuro?
R: Arrivederci.
D: Arrivederci.