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“La Fine Soltanto” - 20 racconti di Emiliano Dominici

October 17, 2009 | Posted in Pubblicità, Recensioni | No Comments »

Perchè essere dei Loungerie significa anche diventare scrittori, perchè essere veri fan dei Loungerie significa seguirli in ogni loro avventura: ecco perchè i Loungerie consigliano caldamente la lettura di questi 20 racconti freschi di stampa ad opera di Emiliano Dominici, nostro choir leader, racconti che non vi deluderanno.

Qui potrete trovare una recensione seria al libro di Virginia Tonfoni, nostra corrispondente da Barcellona.

Questo è il blog dell’autore : la fine soltanto

Qui le prossime presentazioni del libro: vi aspettiamo!

EMILIANO DOMINICI - LA FINE SOLTANTO - Erasmo Editore - 12 euro

 

letture di luglio

August 1, 2007 | Posted in Recensioni, Elastici | No Comments »

1. Philip Roth - Pastorale Americana - Einaudi - Trad. Vittorio Mantovani

Grande scrittore as usual Philip Roth, attraverso la storia di questo personaggio, biondo e atletico, detto "lo svedese", ci racconta una storia di rapporti umani, di incomprensioni di sottintesi. Il Vietnam e tutto quello che non è stato detto, un romanzo di sentimenti taciuti, nascosti, immaginati. Una prosa che scorre e una bellezza leggerlo. Consigliato.

 

 

2. Fedor Dostoevskij - I Demoni - Frassinelli - Trad. Mirko Gallenzi

Non c’è dubbio, leggere Dostoevskij rimane un’avventura, anche il suo libro più politico e legato al contesto sociale del periodo, alla fine riesce ad avere comunque una sua attualità e atemporalità. Stavrogin, il ragno cattivo, ti perseguita, ti entra sottopelle e ti fa il lavaggio del cervello, un po’ come se fosse un "gemello cattivo" del Principe Mishkin, sicuramente indimenticabile.  

 

 

3. Gore Vidal - Myra Breckinridge - Garzanti - Traduzione Vittorio Mantovani

Libro molto divertente, il personaggio di Myra è incredibilmente cinematografico, bello e colorato.  Occorre un po’ di cultura hollywoodiana per apprezzare tutte le frecciatine che Myra tira verso personaggi ben precisi ma il libro scorre comunque: è ben scritto e si fa leggere sotto il sole. Azzarderei a dire che è il libro più estivo di questo mese.

 

4. Jane Austen - Persuasione - Bur - Traduzione Laura De Palma

Ultimo libro scritto dalla Austen , non perfettamente riuscito ma comunque interessante; si percepisce una nostalgia di fondo, un rimpianto nel ricordare quei tempi ormai andati attraverso personaggi, come al solito, ben tratteggiati, definiti e precisi. Il link sulla copertina del libro vi porta ad una pagina dove c’è la recensione al libro ma soprattutto la possibilità di leggerlo o scaricarlo direttamente online. Buona lettura.

 

 

 

5. Alison Bechdel - Fun Home - 247 Rizzoli - Traduzione Martina Recchiuti

Uscita da poco questa graphic novel bellissima, disegnata superbamente,  viaggio intimo di Alison nella sua storia familiare, nel suo intimo segreto, con un ritmo perfetto che ti porta da solo verso la fine del romanzo. Se non avete mai letto fumetti (ma fumetto in italiano è una parola che sa di riduttivo) potete anche iniziare con la Bechdel, non rimarrete delusi.

 

 

5. Gunter Grass - Gatto e Topo - Feltrinelli - Trad. Enrico Filippini

Grottesco Grass: solitamente imposta in questo registro i suoi romanzi e racconti, in questo in particolare, si narra di bambini come topi, di guerre e disperazioni, di pomi d’adamo giganteschi e di fanciulli zampettanti. La gatto-società sempre in agguato fa nascondere i topi-bambini. Non c’è speranza. Non ne ho vista almeno.

 

 

letture di marzo

March 30, 2007 | Posted in Recensioni, Elastici | No Comments »

1. Guerra e Pace - Lev Tolstoj - Trad. Enrichetta Carafa D’andria - Einaudi - 21 euri

Parto con un classico tra i classici che ancora non avevo letto e la voglia di leggerlo mi viene da un post di Xantology "letteratura copiancolla" dove, da una ricerca di Caludia Carmina dell’Università di Palermo, si mettono a confronto due testi: Guerra e Pace di Tolstoj con Vita di Melania Mazzucco. Non sto a commentare. Leggere il post per rimanere allibiti. Comunque leggerne alcuni stralci mi basta per andare diretta in libreria a comprarmi i due volumoni. Bellissimo libro. Grande storia antimilitarista. Molto attuale. Difficoltà con le parti in francese che comunque non mi fermano nella lettura…e vado avanti. Non sto a raccontarvi il plot, anche perchè le storie si intersecano, si alternano e Napoleone incalza. Armatevi di pazienza e leggetelo, gran bel libro. Sulla Mazzucco e sui giurati del premio Strega taccio.

2. Edgar L. Doctorow - La città di Dio - Trad. V. Mantovani - Mondadori - 8,26 euri

Approfitto dello sconto sugli Oscar Mondadori e compro questo libro di Doctorow non sapendo niente della trama e pensando di andare a leggere un libro relativamente facile. Niente di più sbagliato, questo è un libro complesso, ma molto bello. Direi quasi un libro di filosofia. Difficile ma talmente intrigante da farti andare avanti pagina dopo pagina, con difficoltà nel capire chi è che parla nel romanzo, chi è che porta avanti il discorso. Post-moderno nella struttura e nei sentimenti. Rimando a questo proposito a una bella recensione di Wittgenstein, il blog.

3.  Hugo Claus - La sofferenza del Belgio - Trad. G. Errico - Feltrinelli - 12,50 euri

Storia di Louis, un ragazzino di 10 anni nel Belgio della seconda guerra mondiale, racconto di una famiglia durante l’occupazione nazista. A volte difficile a causa della mia ignoranza sulla storia di questo paese: ma proprio per questo l’ho letto, per sapere di più sui luoghi dove nacque Jacques Brel e da dove provengono tanti disegnatori di fumetti. Pieno di umorismo e di fantasia. In Belgio è uscita anche una miniserie tv basata sul libro. Vorrei vederla.

 

4. Willa Cather - La morte viene per l’arcivescovo - Trad. G. Scocchera - Giano - 16 euro

Questo libro è del 1927, Willa Cather racconta la storia di due missionari in New Mexico, la storia della loro vita con gli Indiani d’america, la storia della loro amicizia, la storia della vita semplice dei pionieri. Un libro scritto stupendamente. E io che credevo fosse un giallo. Willa Cather è stata la prima scrittrice omosessuale dichiarata a ricevere il premio Pulitzer. Un link per approfondire o per vederla in foto. Bello.

 

5. J.M. Coetzee - Elizabeth Costello - Trad. M. Baiocchi - Einaudi - 9,80 euri

Forse non è il libro per iniziare a leggere questo premio Nobel ma era quello che costava di meno in libreria così l’ho preso e l’ho letto. Non è propriamente un romanzo ma una serie di riflessioni sulla scrittura, molto interessante. Il pretesto è dato da queste lezioni-conferenze tenute da Mrs. Costello, anziana scrittrice che disquisisce su temi difficili dicendo spesso ciò che pensa. Presumo siano anche i temi dei romanzi di Coetzee che, in futuro, leggerò.

 

5. Henning Mankell - I Cani di Riga - Trad. Giorgio Puleo - Marsilio - 16 euri

Secondo capitolo per la storia dell’ispettore Wallander, meglio del primo. La seconda parte è ambientata tutta a Riga, in Lituania dove Wallander racconta la città nel periodo post-comunista del 1990. A un certo punto diventa anche avvincente. Si legge in velocità e l’ispettore ti si affeziona. Cercherò il terzo caso. Il seriale mi è sempre piaciuto. 

1001 libri da leggere prima di morire

March 14, 2007 | Posted in Recensioni, Diario | Comments (4)

Girovagando per la libreria in cerca di nuove letture mi sono imbattuta in questo bel tomo patinato curato da tale Peter Boxall che compila per noi una listona con titoli di libri da leggere assolutamente. Il volume in questione costa ben 38 euro. Mi sembra eccessivo leggere anche questo libro prima di morire. Il web in questo caso ci viene in aiuto.

Ecco il link alla lista. 

Per noi il divertimento è scoprire quanti ne abbiamo letti e soprattutto trovare nomi di autori sconosciuti da scoprire.

Questi sono i primi dieci libri della lista:

  1. Never Let Me Go – Kazuo Ishiguro
  2. Saturday – Ian McEwan
  3. On Beauty – Zadie Smith
  4. Slow Man – J.M. Coetzee
  5. Adjunct: An Undigest – Peter Manson
  6. The Sea – John Banville
  7. The Red Queen – Margaret Drabble
  8. The Plot Against America – Philip Roth
  9. The Master – Colm Tóibín
  10. Vanishing Point – David Markson

E per gli amanti delle liste ecco tre approdi dove trovare liste di tutti i tipi:

listofbests , listology, listible

Romanzi di febbraio

March 1, 2007 | Posted in Recensioni, Elastici | Comments (2)
Sono stati mesi di romanzi. So di essere molto fortunata ad avere tutto questo tempo per leggere, lo faccio con piacere ed ho l’abitudine di scrivere i nomi dei personaggi della storia sulla pagina dove appaiono. A volte torno al punto dove l’autore li ha fatti apparire la prima volta e ne rileggo l’entrata in scena. Tutto insomma mi riporta all’azione teatrale. Ecco la lista, in ordine di preferenza dei libri letti a febbraio.
 

 1. Orhan Pamuk - Il mio nome è rosso (Trad. Marta Bertolini, Semsa Gezgin) - Einaudi

Libro bellissimo, strepitoso, ambientato ad Istanbul alla fine del 1500. Tra i calligrafi, i miniaturisti e gli illustratori c’è un assassino. Storie di colori, di sultani, di caratteri, non solo calligrafici. Per me ha vinto. Il libro più bello letto questo mese. Scritto benissimo e quindi tradotto altrettanto bene, penso. Ho dovuto bissare l’autore, da quanto mi è piaciuto.

 

 

 2. Nicole Krauss - La storia dell’amore (Trad. Valeria Raimondi) - Guanda

L’inizio quasi beckettiano, l’intreccio, la sorpresa mi hanno fatto amare questo libro. Ben scritto e divertente. Mi sono affezionata ai personaggi e ho tifato per loro. E’ come quando si apre una scatola e dentro ce n’è un’altra e un’altra ancora: allora scarti scarti e ancora scarti perchè vuoi vedere cosa c’è nell’ultima. E poi, esisterà l’ultima?

 

 

 

3. W. Somerset Maugham - Il Filo del rasoio (Trad. Franco Salvatorelli) - Adelphi

Libro delizioso, scritto in maniera superba. Subito dopo averlo finito mi è venuta voglia di vedere almeno uno dei due film tratti da questo plot, soprattutto di vedere come avevano reso il personaggio di Larry: il primo con Tyrone Powell del 1946 e il secondo con Bill Murray del 1984. Poi non ne ho visto nessuno dei due. Ho avuto paura di rovinarmi la mia idea di Larry. Me lo vedo ancora adesso lì davanti a me, appoggiato allo stipite della porta…

 

 

4. Orhan Pamuk - Neve (Trad. Marta Bertolini, Semsa Gezgin)- Einaudi

 Eccolo il bis, non ce l’ho fatta a non comprarlo, scrive troppo bene Orhan Pamuk, il Nobel se lo è proprio meritato. C’è una poesia dentro questo libro, un senso del colore, c’è lo stile del grande scrittore. Shakespeariano nella messa in scena, si muove nella scrittura come nella neve del titolo. E vedi tutto, sei dentro, con i personaggi, per le strade di Istanbul, nella testa di Ka. Da leggere assolutamente.

 

 

5. Margaret Atwood - L’assassino cieco ( Trad. Raffaella Belletti) - Tea

Non avevo mai letto la Atwood e mi perdevo qualcosa, questo libro in realtà ne contiene tre, un mistero giocato su tre piani: con maestria, da grande scrittrice. Un racconto in prima persona, un romanzo pubblicato e dentro il romanzo un altro romanzo ancora. Pensi di essere arrivata alla fine e invece hai ancora tutto da scoprire. Bello.

 

 

6. Alessandro Zaccuri - Il Signor Figlio - Mondadori

Ho letto in rete su Carmillla questa recensione di Giuseppe Genna, la cosa mi ha incuriosito. Ho comprato il libro. E’ un libro steampunk. E mi è piaciuto. E’ divertente, a tratti molto ironico e in alcune parti maledettamente complicato. Ma ognuno prende quello che riesce a prendere e ci sono sempre vari livelli di lettura. Sono appassionata di distopie temporali, futuri alternativi e scappatoie nel futuro e per avvicinarsi al genere consiglio di leggere la trilogia di Paul Di Filippo - Steampunk, che un tempo pubblicò la Nord e non so se si trova ancora. C’è una storia con protagonista Emily Dickinson molto divertente.

 

7.  John Updike - Terrorista (Trad. Silvia Piraccini) Guanda

Parte veloce, la storia intriga e tutto scorre. Sono rimasta però delusa dal finale che mi è sembrato come se fosse tirato via, come se ci fossero degli atteggiamenti non risolti, inspiegati. Non ho capito se volutamente o no. Peccato. Se potessi parlare a Updike glielo chiederei.

 

 

 8. Henning Mankell - Assassino senza volto (Trad. Giorgio Puleo) - Marsilio

Primo libro con protagonista il commissario Kurt Wallander. Non mi appassiono più di tanto alla storia ma seguo la vita del protagonista, la risoluzione dell’enigma passa quindi in secondo piano. Non so se era nelle intenzioni dell’autore ma se trovo il secondo della serie in libreria lo compro giusto per vedere come ha risolto il commissario i suoi problemi personali.

 

 

 9. Uzodinma Iweala - Bestie senza una patria (Trad. Alessandra Montrucchio) - Einaudi

Buona intuizione di traduzione rispetto a questo libro, lo riempie di forza e di carattere. Storia triste e cupa. Immagini dure rese con parole crude e senza fronzoli. Da leggere.

 

 

 

 

10. Norman Manea - Il ritorno dell’huligano (Trad. M. Cugno) - Il Saggiatore 

Ne avevo già parlato qui.

Libro sull’assenza, sull’esilio, sulla sensazione di assenza e il fuorigioco di posizione. Autobiografia di Manea: scrittore romeno contemporaneo. Huligano è il marginale, il non allineato, l’escluso. Questi sono "anni Huliganici".

 

 

11. Jess Walter - Senza Passato (Trad. Alfredo Colitto) - Piemme

E’ un thriller ma senza l’azione che ti porta avanti. Non ti affezioni. Tutto molto di clichè, alla fine non ti ricordi granchè e nessuna immagine ti ricompare nella memoria. Forse solo il periodo è interessante: 1980, anno dell’elezione del presidente Reagan. Ma i personaggi rimangono delle macchiette.

 

 

 

12. Richard K. Morgan - Bay City (Trad. Vittorio Curtoni) - Tea2

Non mi è piaciuto. Noioso, pieno di idee non pienamente razionalizzate. Sono abituata alla fantascienza. Ho letto quasi tutti i libri di Dick, appassionatamente. Troppo caotico, noir ma senza spessore, arrivi ad un punto in cui non segui più la trama, non ti interessa e non ti affezioni al protagonista. Non è Rick Deckard. Non se ne può più di metropoli in decadenza. Ho fatto fatica a finirlo. L’unico di questi dodici. Peccato. Forse ci faranno un film e lo andrò a vedere. Forse il film sarà più bello.

 

 

il ritorno dell’huligano

January 30, 2007 | Posted in Recensioni, Elastici | No Comments »

 Norman Manea - Il Ritorno dell’Huligano - Il Saggiatore

Huligano. Vale a dire marginale, non allineato, escluso. Finito oggi questo libro sull’esilio, sull’esitazione dell’esilio, sull’esperienza huliganica.

Sradicato, esiliato, dissidente ovviamente. 

Un libro duro, una fitta.

"L’assenza è una fitta prolungata: una volta alla settimana, più volte…" dice il poeta Mugur

"L’assenza è un assedio" dice il poeta Piero Ciampi.

Chiudo le letture di gennaio, pensando al Giorno della Memoria,  rimandando a questo post di Babsi Jones e canticchiando fra me e me questa danza di gioia:

letture di gennaio

January 24, 2007 | Posted in Recensioni, Elastici | No Comments »

Ultimi libri letti in rigorosa classifica di preferenza:

1. Stephen King - La storia di Lisey - Trad. Dobner T. - Sperling & Kupfner

2. Marisha Pessl - Teoria e Pratica di Ogni Cosa - Trad. Prosperi C. - Bompiani

3. Armistead Maupin - Una Voce nella Notte - Trad. Guani V./Humouda E. - Rizzoli

4. Michael Cox - Il significato della Notte. Una Confessione - Trad. Cangemi L. - Longanesi 

5. James Lasdun - Sette Menzogne - Trad. Kampmann Eva - Einaudi 

 

Loungerie Review

June 26, 2006 | Posted in Pubblicità, Recensioni, Surprise Me! | Comments (1)

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Loungerie, un cocktail di risate

March 28, 2006 | Posted in Recensioni | No Comments »

Come definire quello che fanno i Loungerie? LoungeCabaret retro-futurista? Oppure sketches musicali da salotto? Bando alle ciance, basta con questa mania delle classificazioni, stoppiamo questoincontenibile vizio di voler etichettare tutto…

Per capire appieno l’arte di questi cinque personaggi abbigliati in coloratissimi vestiti vintage e dagli improbabili nomi esotici, bisogna andare oltre le definizioni e, molto semplicemente, avere la fortuna di assistere ad una loro esibizione.

Perchè i Loungerie non sono una band nel senso tradizionale del termine e nemmeno una compagnia teatrale: mescolano con impeccabile savoir-faire presente e passato, musica e teatro in uno spettacolo unico, i cui antenati sono da ricercare nella tradizione del varietà italiano, nell’avanspettacolo televisivo degli anni ‘70 e nelle reclames americane degli anni ‘50 e ‘60.

L’estro comico e surreale è il sale delle loro canzonette: parodie di un cotonato e forse mai realmente esistito - se non nell’imaginario collettivo - Universo Lounge, riecheggiato in pseudonimi del calibro di Elenina Sao Curaçao, Fran Caipirinha Bianchi, Emiliano Dry Di e Gin Fizz Muzzi; condite con giochidi parole, collage di citazioni, nonsense e divertentissime assurdità.

Ma il loro vero segreto è il senso del ritmo scenico e la capacità di tenere il palco, ovvero la presenza: a parte la ruspante ‘chanteuse’ (o meglio ’sciantosa’) Missy Elenina, gli altri infatti provengono da disparate esperienze attoriali, dal teatro drammatico a quello di strada. E poi c’è l’essenzialità: una chitarra acustica (strimpellata con grazia da Ginger Ale Falca) e un coro coreografato alle prese con vertiginosi e folgoranti dialoghi sono gli elementi basilari di uno spettacolo continuamente esposto all’improvvisazione e al coinvolgimento degli spettatori. Un tipo come Marinetti sarebbe andato matto per loro.

L’arguzia dei Loungerie può esser paragonata a un cocktail multicolore dal retrogusto dèmodè, risultato di una rigorosa shakerata di Quartetto Cetra, Buscaglione, Cochi e Renato, Mina, Samba e Cha Cha Cha. Un attentato burlesco agli stereotipi della moderna cultura pop, che guarda sì al passato, ma scansando ogni effetto nostalgia, proprio in quanto fa tesoro degli insegnamenti eterni su cui poggiano i meccanismi del riso, attualizzandoli in tematiche che ci appartengono. Si pensi a "L’Utèro",in cui si parla della procreazione assistita attraverso il punto di vista del povero embrione sottovetro, o alla parodia di "I Will Survive" (molto didascalicamente ribattezzata "Sopravviverò"), dove oltre alla regina della Disco viene messa alla berlina la confusione che regna nei rapporti sentimentali odierni.

Da sorseggiare comodamente seduti in poltrona, possibilmente svuotando la testa dal grigiore della logica quotidiana per far posto alla logica ‘altra’ dell’assurdo.

Dimenticavo, i Loungerie sono per un pubblico "raffinato e sensibile", per cui non conoscono la parola "volgarità",cosa rara per chi cerca oggi il riso della gente.

Stefania Buonaguidi-RadioRana