1. Philip Roth - Il Complotto contro l’America - Einaudi - Trad. Vittorio Mantovani
C’è una scena, di questo libro, che ho ancora davanti agli occhi. E’ una telefonata. Ed è il momento in cui ho pensato di mettere questo libro in testa alla classifica dei libri di Aprile. Se sai scrivere, sai scrivere. Non c’è storie. In quella telefonata c’è tutto il libro di Roth. Si tratta di un’ucronia, un "what if", un "cosa sarebbe successo se" :Lindberg, l’aviatore, vince le elezioni presidenziali americane del 1940 e tutto prende una prospettiva a vertigine. La famiglia Roth, a Newark, è costretta a delle scelte decisive. Lo leggi tutto d’un fiato. Grande scrittore. Un link per approfondire.
2. Vikram Seth - Il ragazzo giusto - Tea2 - Trad. Lidia Perria
E’ un’epopea. Ci sono tanti personaggi, tante famiglie, tanti tipi di religioni. Ma se abbiamo una passione per i libri con più di mille pagine, e io ho un debole per questi libroni, allora Seth è il libro giusto. Ambientato nell’India del 1951, stato indipendente da tre anni, il libro racconta la storia di quattro famiglie e la storia politica indiana in quel periodo: il sistema delle caste, il dopo Ghandi, i contrasti con il Pakistan si intersecano con la vita dei personaggi e la storia procede. Ritmo buono, grande ironia e divertimento. C’è un bell’albero genealogico all’inizio e un glossario super completo alla fine. Molto bello.
Eccoci in ambientazione vittoriana. Londra nel 1862. Già pronto per essere un bello sceneggiato della BBC, non so se l’hanno già fatto, dopo controllo. Libro ricco di colpi di scena ed io, che solitamente seguo la trama e non faccio congetture, mi trovo piacevolmente spiazzata dagli scrittori che procedono con questa tecnica. Mi diverto e riscopro ogni volta il piacere di leggere. Libro dickensiano fino all’inchiostro e scritto molto bene.
Le atmosfere mi hanno ricordato "
Picnic a Hanging Rock", in questo libro triste ambientato nell’Irlanda dei primi del novecento. La scrittura ha uno stile ben definito e Lucy diventa un personaggio impalpabile, il tempo e lo spazio si dilatano e l’Irlanda è alla vigilia dell’indipendenza. La tristezza è infinita.
Scrittura complessa, per chi è abituato ai dialoghi ma non per questo meno affascinante. La storia di Jacques Austerlitz è la storia di un uomo alla ricerca delle proprie origini. Un architetto che completa e integra il suo racconto con fotografie e disegni inseriti nel racconto per capire se stesso. Una ricerca filosofica. Un grande scrittore. Un libro sulla memoria.
Per approfondire, dopo aver letto il libro, ho trovato questo:
Ecco il libro più spensierato di aprile, la storia di uno scrittore nella Londra degli anni cinquanta, le peripezie, i set cinematografici, il teatro off. Scritto con grande maestria il racconto scorre a velocità vertiginosa, e ti trovi alla fine senza essertene accorto. Primo libro per la Murdoch, che diventerà in seguito una grande scrittrice.
Siamo nel 1938, e la prima cosa che stupisce è che questa storia di spie è ambientata a Milano, una Milano in bianco e nero, dove tutto è taciuto, nascosto, annebbiato. Ambler, scrittore britannico oltre che di romanzi anche di famose sceneggiature (Topkapi, Terrore sul Mar Nero), riesce a tratteggiare le atmosfere con maestria. Sullo sfondo un’italia fascista dalle tinte nere. Una vertigine dove il protagonista non sa più come uscire. Un buona spy story.
Primo libro della trilogia hard-bolied di David Peace. Londra, 1974, giornalisti d’assalto, storia dura, scrittura come se fosse su una macchina da scrivere, a tratti Ellroyano, jazz. Morti, morti, morti. alcool e stecche di sigarette. Libro veloce, tagliente, mozzafiato. Si legge di getto. Grande noir e soprattutto gran finale.